SCAVI DI ERCOLANO
La leggenda vuole che Ercolano, anticamente Herculaneum, fosse stata fondata da Ercole nel luogo ove egli aveva
recuperato alcuni buoi che gli erano stati rubati da un figlio di Vulcano, il
demone Caco.
Le ipotesi sulla fondazione della città, in realtà, sono molteplici: una delle
più accreditate è che fosse di origine greca; secondo Dionigi d'Alicarnasso fondata
da Eraclito. Sotto il dominio greco lo era sicuramente nel VI secolo a.c., come
peraltro tutta la Campania, così come è certo che alla fine del V secolo a.c.
fosse passata nelle mani dei Sanniti e poi ancora conquistata dai romani nell’89
a.c., diventando nel tempo una meta privilegiata delle vacanze dei romani benestanti
e dei membri della famiglia imperiale, attratti dall’ottima clima e dalla bellezza
dei paesaggi.
Nel 62 d.c. un terremoto creò degli ingenti danni alla città che fu poi distrutta
dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.c. o meglio seppellita sotto una coltre di
lava di oltre 20 metri.
Una nuova città, denominata Resina fu edificata nella stessa area che aveva ospitato
Herculaneum e della antica città greco-romana non si parlò più per molto tempo
finché nel XVIII secolo non vennero casualmente alla luce dei reperti di origine
romana che incoraggiarono un piano di scavi che ai giorni nostri non è ancora terminato ma che ha già rivelato tante e tali
scoperte da rendere l’area archeologica di Ercolano (com’è tornata a chiamarsi nella seconda metà degli anni ’60), tra le più importanti
e visitate del mondo, dal 1997 parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.
Il primo ritrovamento ad Ercolano fu un antico edificio adorno di marmi, che si scoprì essere il Teatro della
città.
La prima regolare campagna di scavi si svolse invece tra il 1738 e il 1765 grazie all’iniziativa di Carlo di Borbone;
tali scavi, però, erano finalizzati essenzialmente al recupero delle opere d’arte
anche se nella circostanza iniziò una stesura della pianta della città che si
sarebbe rivelata assai preziosa per gli scavi successivi operati in più riprese,
dal 1828 al 1835, dal 1869 al 1875 e quindi dal 1927 fino ai nostri giorni..
Le meraviglie di Ercolano non mancano già nella città moderna, ove ad esempio un tratto di Corso Resina
(il ‘Miglio d’Oro’) è caratterizzato dalla presenza di importanti opere architettoniche
come le Ville Vesuviane, Villa Aprile, Villa Battisti, Villa e Parco della Favorita
e Villa Campolieto, oltre alla Basilica di Pugliano, in cima alla via omonima.
L’area archeologica vera e propria è invece concentrata nella zona che si spinge
fino al mare, verso il quale si stavano dirigendo tanti abitanti di Ercolano per cercare di sfuggire dal fiume di fango che avanzava verso di loro. È certo
invece che sotto la città moderna si trovi una parte del Foro, alcuni templi e
case nonché le necropoli.
Gli edifici riportati alla luce dagli scavi ad Ercolano sono molti e ognuno presenta diversi motivi di interesse. Le abitazioni innanzitutto,
la maggior parte delle quali si affacciano sul Cardine III, un punto dal quale
si consiglia di partire per la visita della città.
Dopo aver ammirato le abitazioni, alcune delle quali molto ben conservate e molto
interessanti per ciò che raccontano sulla vita e le abitudini dell’antica popolazione
romana, ci si sposterà a visitare l’imponente complesso delle Terme Centrali.
Edificate in età augustea e poi più volte rimaneggiate, le Terme presentano due
parti separate per l’uso da parte degli uomini e delle donne, entrambi dotate
di palestre e di spogliatoi, con ogni ambiente finemente decorato.
Nell’area del Foro vi è da ammirare il Sacello degli Augustali, probabile centro
del culto imperiale per quindi incamminarsi verso il Foro vero e proprio, attraversato
dal Decumano Massimo, la larga arteria di Ercolano che rappresentava anche il centro della vita cittadina; la visita proseguirà
quindi con la visita alle abitazioni dell’area del Foro, tra le più eleganti,
lussuose e raffinate della città.
Da vedere, ancora, ci saranno la grandiosa Palestra, l’Antiquarium e il Teatro,
oggi purtroppo completamente spoglio ma un tempo ornato da statue, colonne di
marmo e decorazioni.
La visita agli scavi di Ercolano può essere arricchita da una passeggiata verso il Parco Nazionale del Vesuvio; durante il percorso che porta al cratere si potranno ammirare alcune sculture
in pietra lavica realizzate da vari artisti di fama.
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