POMPEI MODERNA
Pompei moderna è una cittadina situata nella fertile piana del Sarno, fiume un tempo navigabile,
cui fanno da sfondo i monti Lattari e il Vesuvio: ha poco più di un secolo di
vita, essendo sorta e cresciuta all’ombra del celebre Santuario della Beata Vergine
del Rosario, luogo di devozione e affollatissima meta di pellegrinaggi.
In realtà, dopo la distruzione dell’antica Pompei la località continuò a essere abitata, anche se per secoli non si ricostituì
un vero e proprio insediamento urbano. Il primo nucleo abitativo della cosiddetta
valle di Pompei si formò attorno alla chiesa Parrocchiale del Santissimo Salvatore, sorta nel
1093, in contrada Astolelle. Nel ‘600, però, l’impaludamento del fiume Sarno provocò
un forte degrado ambientale cui fece seguito un arresto della crescita demografica
che riprese soltanto a partire dalle fine del XIX secolo, dopo la costruzione
del Santuario, voluta da Bartolo Longo (un avvocato giunto a Pompei nel 1872 con l’incarico di amministrare le proprietà terriere della Contessa
De Fusco, poi diventata sua moglie) insieme alla rinascita della città che nelle
intenzioni di Longo sarebbe dovuta diventare una Terra di Fede e di Preghiera,
di Speranza e Carità, in antitesi con quella antica e pagana. Nel 1923, tre anni
prima della morte di Bartolo Longo, nacque finalmente il Comune di Pompei, elevata al rango di città solo nel 2004, per decreto firmato dall’allora Presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Le strade principali della Pompei moderna sono la Via Provinciale (già Via Lepanto), Via Piave, Via Roma e Via
Sacra, ove si trova una “Fonte Salutare” – una fonte di acque minerali di tipo
bicarbonato-alcalino con ottime proprietà terapeutiche – ciò che ha fatto sì che
Pompei fosse riconosciuta nel 1952 “Stazione di cura, soggiorno e turismo” con conseguente
sviluppo di uno stabilimento termale. Sulle strade principali, si trovano la maggior
parte degli esercizi commerciali ed hotel della città mentre la piazza più importante
è quella intitolata a Bartolo Longo, che si trova di fronte alla Chiesa.
La principale fonte di reddito di Pompei è l’attività turistica. Se il Santuario della Beata Vergine del Rosario calamita folle di pellegrini, con punte massime nei due mesi “mariani” di maggio
e di ottobre, sono gli scavi di Pompei che, con più di un milione e duecentomila presenze annue, costituiscono il polo
turistico di maggiore richiamo.
Alimentano il movimento turistico, durante la stagione estiva, anche le diverse
manifestazioni dell’”Estate pompeiana”.
Gemellata con le città di Kjongiu, nella Corea del Sud, con Latiano, in provincia
di Brindisi, con Tarragona in Spagna e con Xi’an in Cina, Pompei è attraversata da tre linee ferroviarie presso le quali sono dislocate diverse
stazioni che servono varie zone della città.
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